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Dalla Brianza
















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da: "Il Giorno"


Bames, lavoratori con il fiato sospeso
Si tratta per il prolungamento della cassa
di MARCO DOZIO


— VIMERCATE (21 febbraio)— LA CASSA in deroga come ultima speranza per 330 lavoratori di Bames. I sindacati parteciperanno questa mattina al vertice convocato in Regione Lombardia. Con un obiettivo ben preciso: ottenere il prolungamento degli ammortizzatori sociali fino alla fine dell’anno. Altrimenti sarà il dramma. Perché domani scade la cassa integrazione aperta ormai sei anni fa. Centinaia di lavoratori sono appesi a un filo. Per i 330 dipendenti di Bames è stata aperta la procedura di mobilità: significa che se non si troverà un accordo saranno tutti licenziati. «Attivare la cassa in deroga è fondamentale per rispondere a un’emergenza di carattere sociale», spiegano Claudio Cerri e Gigi Redaelli, leader brianzoli di Fiom Cgil e Fim Cisl, reduci da una settimana di mobilitazioni: prima il presidio sotto il Pirellone, poi quello davanti ai cancelli di Palazzo Grossi, sede della Provincia. Il sindaco Paolo Brambilla sta seguendo la situazione da vicino: sull’esito dell’incontro di domani è moderatamente ottimista. «La Regione ha dato la propria disponibilità a prorogare gli ammortizzatori, ci auguriamo che tutto vada per il meglio». La partita dell’Ex Celestica si gioca su due tavoli: uno milanese per la cassa in deroga di Bames, l’altro romano per la cassa straordinaria di Sem, per un totale di 550 lavoratori in bilico. La data cruciale è la stessa: 22 febbraio, giorno in cui scadrà la finestra dei sussidi. Per Bames è in calendario un incontro al Ministero dello Sviluppo economico fissato per giovedì: i dirigenti hanno annunciato la chiusura dell’attività produttiva. Sarà chiesta la cassa straordinaria per 120 dipendenti su 150, rinnovabile per un altro anno. Mentre sullo sfondo resta irrisolto il rebus della reindustralizzazione.
IL TAVOLO per fare il punto sul futuro della Silicon Valley sarà convocato tra circa un mese: «Intorno al 20 marzo incontreremo l’azienda per chiarire alcuni aspetti: a cominciare dagli investimenti necessari per ristrutturare il sito che dovrà ospitare nuove imprese», aggiunge il sindaco Brambilla. Imprese che dovrebbero assorbire i lavoratori espulsi dal Gruppo Bartolini: «Dobbiamo capire se i progetti della proprietà sono seri. Non sono ancora emersi i nomi delle aziende interessati a stabilirsi a Vimercate - spiegano i sindacalisti -. Dobbiamo contrastare lo svuotamento del sito industriale».



L’asilo nido passa al privato
È polemica sugli stipendi


— VIMERCATE (21 febbraio)— ESTERNALIZZAZIONE dell’asilo nido: il sindaco Paolo Brambilla rassicura i lavoratori su posti e stipendi, ma sindacati e forze d’opposizione alzano le barricate parlando di promesse «inapplicabili». «Garantisco che i dipendenti non solo manterranno il posto di lavoro, ma conserveranno anche il loro stipendio: il Comune si impegnerà a coprire la differenza di salario. Questa è la sostanza: le modalità le valuteremo con i tecnici». La vicenda riguarda 18 dipendenti del Comune, soprattutto educatrici e ausiliarie, che cambieranno «datore di lavoro»: dall’ente pubblico a un operatore privato, quando sarà completata l’esternalizzazione del servizio annunciata da Palazzo Trotti. Giuseppe Leone della Cisl contesta duramente il primo cittadino: «Quello che promette è inapplicabile: non esistono norme che consentano al Comune di pagare la differenza tra il compenso percepito attualmente e quello previsto dal privato».
IL SINDACALISTA teme anche per le ricadute occupazionali: «Vogliamo vedere un piano industriale perché l’operazione non ci convince: chiederemo all’Amministrazione di fare un passo indietro. Il privato in questo caso può aumentare le rette o tagliare i costi». La querelle sembra solo all’inizio. Nei prossimi giorni è previsto un vertice in Comune con le parti sociali: «Attraverso dei buoni alle famiglie garantiremo a tutti l’accesso al servizio - aggiunge Brambilla -. Invito a non fare fughe in avanti». Il consigliere comunale del Pdl Alessandro Cagliani è furioso: «Il Comune sta tagliando i servizi sociali, è vergognoso: il sindaco dice che il personale è eccellente e poi lo caccia via. Per non parlare della bugia sull’integrazione degli stipendi: è una norma inattuabile».
M.D.



Asili nido comunali, parte il progetto «Famiglie in rete»


— BRUGHERIO (21 febbraio)— È APPENA partito il progetto «Famiglie in rete» dell’Assessorato all’Istruzione, Cultura, Nidi, Formazione con la Fondazione Monza e Brianza, in collaborazione con l’associazione Ohana, dedicato ai genitori e ai bimbi dei due asili nido comunali Andersen e Munari. In pratica si tratta di uno spazio dove i genitori possono confrontarsi sulla crescita dei piccoli con la psicologa dell’associazione Ohana Stefania Perduca. Incontri a tema, uno sportello di ascolto, laboratori per giocare insieme: queste le attività. Un progetto per favorire la solidarietà tra famiglie, per la valorizzazione delle risorse, la prevenzione e la precoce individuazione del disagio evolutivo. Info: Ufficio Asili Nido, telefono: 039.28.78.310.
L.M.



Veleni ed esposto in Consiglio
di LAURA MARINARO


— BRUGHERIO (21 febbraio)— VELENI in consiglio comunale tra gli esponenti di Fli, fuoriusciti dal Pdl, e un consigliere del Pdl. Causa: un presunto conflitto d’interesse che il pidiellino avrebbe esercitato violando un articolo del testo unico sugli enti locali che obbliga gli amministratori ad astenersi dal voto nelle delibere che li toccano personalmente. Il fatto è che la querelle tra i due che ha rischiato di finire sul tavolo della Procura, è diventata poi oggetto di un esposto ai carabinieri. Insomma non c’è pace nella maggioranza di centrodestra e sempre per questioni urbanistiche. è Antonino Tumminello, ex «ribelle» del pdl oggi finiano, ad avviare una sorta di indagine interna su alcune delibere consiliari relative a giugno 2010. Si tratta di delibere nelle quali è stato dato l’ok ad una concessione edilizia e alla cessione di una strada al Comune da parte di una società di cui faceva parte il geometra Vincenzo Cerizza, consigliere del pdl, e in commissione urbanistica. Stando alle carte, si è astenuto dalla votazione ma con la sua presenza ha permesso che la delibera si approvasse. «Un fatto amministrativamente grave che certo merita ulteriori verifiche – ha spiegato Tumminello – e per cui non meritavo certo io un esposto per diffamazione». Sta di fatto che anche Cerizza non le manda a dire. «Perché tirare fuori una storia vecchia adesso e non farlo prima? – si è chiesto – credo che politicamente non è un argomento convincente, comunque non mi tange dato che non credo aver violato alcuna norma anche perché non si parlava di una concessione, ma della cessione di una strada al comune». A questo punto saranno le carte a parlare e anche il prossimo consiglio comunale. Il coordinatore del Pdl Agostino Lomartire non ha gradito la mossa dell’ex ribelle Tumminello e lo ha denunciato per diffamazione. «Non mi risulta di essere oggetto di un procedimento», ha detto Tumminello.



Aido, quota settecento soci sempre più vicina



— VILLASANTA (19 febbraio)– QUOTA 700 è sempre più vicina. L’Aido di Villasanta ha raggiunto il record storico di iscritti: sono 682, 55 in più rispetto allo scorso anno. «Significa che stiamo lavorando bene sul territorio – spiega il presidente Sergio Casiraghi -. La cultura della donazione si sta diffondendo in città grazie anche a una serie di iniziative che programmiamo anno per anno». Tra cui gl i immancabili banchetti nelle piazze, la partecipazione alle manifestazioni sportive e la raccolta fondi attraverso la vendita di piantine. Nei giorni scorsi l’assemblea dei soci ha confermato Casiraghi alla guida del sodalizio.



No all’area industriale

La Provincia va al Tar


— RONCELLO (19 febbraio)—ORA È UFFICIALE. La Provincia ha depositato il ricorso al Tar contro il Comune di Roncello per bloccare la nuova area industriale di via Da Vinci: un insediamento di 123mila metri quadri, grande come 17 campi da calcio, su un’area verde al confine con Trezzano Rosa. L’Amministrazione di Davide Giacomin aveva rilasciato i permessi per costruire i primi capannoni, nonostante l’opposizione di Palazzo Grossi che aveva incluso quel terreno nelle aree da tutelare, catalogandole come zone «agricole strategiche» (e quindi inedificabili) all’interno del Ptcp, il piano regolatore provinciale. «Abbiamo presentato la richiesta di sospensiva al Tar perché il Comune di Roncello si è ostinato ad andare avanti nonostante i nostri continui e ripetuti dinieghi – spiega il presidente della Provincia di Monza, Dario Allevi -. Il ricorso di oggi è l’inevitabile conseguenza di un atteggiamento incomprensibile. Un tema importante come quello della tutela del territorio, al contrario, dovrebbe vedere le istituzioni sempre dalla stessa parte della barricata». Giacomin però non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro: «Andremo avanti per la nostra strada: in un momento di crisi esistono imprese che vogliono investire nel nostro territorio portando lavoro, non possiamo far finta di niente». Secondo il progetto dell’Amministrazione comunale, il nuovo comparto produttivo di via Da Vinci dovrebbe ospitare l’insediamento della Alstom Grid, una multinazionale da tempo alla ricerca di un’area dove riunire gli stabilimenti di Milano e San Pellegrino Terme. L’udienza al Tar della Lombardia potrebbe essere fissata per la fine di marzo.
M.D.



Senza lavoro
di MARCO DOZIO

— VIMERCATE (19 febbraio)—IL BILANCIO, al momento, è di 46 persone in mezzo alla strada. Senza lavoro. Travolte dal fallimento della Wsc (World Startel Communications), l’azienda di telefonia con sede in via Manin che ha chiuso i battenti su disposizione del tribunale. Sommersa da una montagna di debiti. Tutte le attività sono state sospese: per tecnici, magazzinieri e corrieri c’è il paracadute della cassa integrazione straordinaria. Per ora. Poi soltanto incognite. I sindacati non si fanno illusioni, le speranze di tornare a lavorare in ditta ormai sono vicine allo zero: «Il futuro dell’azienda è segnato», ammette Massimo Viganò segretario brianzolo della Filcams Cgil, in prima linea nella gestione di una vertenza difficile: un anno fa la richiesta di cassa integrazione per “crisi aziendale”, a cui seguirono le trattative con la proprietà per valutare un possibile piano di rilancio. Niente da fare. «Da allora la situazione è solo peggiorata: stiamo parlando di una realtà con enormi debiti sulle spalle, anche nei confronti dello Stato. Evidentemente ci sono stati dei grossi problemi a livello gestionale». Nei giorni scorsi è arrivata la comunicazione ufficiale da parte del tribunale: fallimento dell’azienda e conseguente blocco delle attività. «Le trattative per la ristrutturazione del debito non sono andate a buon fine: sono stati nominati dei curatori fallimentari, li incontreremo presto per capire quali sono i margini di manovra per tutelare i lavoratori». Settimana prossima è in calendario un’assemblea delle maestranze per fare il punto della situazione, e per decidere quali strategie adottare. «Stiamo attraversando una fase molto delicata, sarà determinante il vertice con i curatori per acquisire tutte le informazioni necessarie: valuteremo insieme ai lavoratori quali azioni intraprendere», ribadisce Viganò. La Wsc dal quartier generale di via Manin si era espansa in Italia, con distaccamenti a Bollate e Robbiate, e nell’Europa dell’est con filiali in Bulgaria e Romania, nelle capitali Sofia e Bucarest. Operando soprattutto nell’ambito della riparazione dei cellulari, ma non solo.
L’IMPRESA era specializzata nella manutenzione di ogni prodotto elettronico, lavorando per conto terzi, compresi i grandi marchi internazionali, collaborazioni che non sono servite a evitare che la Wsc finisse inghiottita da una voragine debitoria. A Vimercate lavoravano in particolare i tecnici dell’assistenza, oltre al personale impiegato nella logistica, nell’attività di assemblaggio e di lavorazione.



Operazioni all’anca, il bisturi non serve più

Primo intervento in artroscopia a Vimercate
Estensione della tecnica sino ad ora utilizzata per ginocchia e caviglie
di ANTONIO CACCAMO


— VIMERCATE (17 febbraio)— NIENTE bisturi. Grazie al computer, oggi operare è come guardare dal buco della serratura. L’artroscopia, la tecnica che fa arrivare lo sguardo del medico dentro ginocchia, spalle e caviglie, ora si estende anche all’anca. La squadra di ortopedici del dottor Roberto Pessina ha eseguito pochi giorni fa il primo intervento all’articolazione del fianco nell’ospedale di Vimercate. La tecnica consiste nell’introdurre in profondità uno strumento, l’artroscopio, attraverso piccole incisioni. Su un monitor appaiono menischi, legamenti e cartilagini. In questo modo il chirurgo può fare la diagnosi e nello stesso tempo trattare lesioni e traumi.
«Questa tecnica dagli anni ‘80 in poi si è perfezionata permettendoci di eseguire interventi sempre più complessi», spiega Pessina, primario di Ortopedia e Traumatologia a Vimercate, tra i primi in Italia a credere in questa tecnica. Nel ‘90 è stato tra i fondatori della società italiana di Artroscopia: «Abbiamo organizzato corsi per insegnare al maggior numero di ortopedici questa tecnica innovativa». Molta della sua esperienza acquisita sul campo l’ha raccontata ora in un libro «La frattura dei piatti tibiali» (edizione Timeo) che ha firmato insieme a Pietro Regazzoni e Antonio Pace.
L’OSPEDALE di Vimercate è considerato all’avanguardia nell’artroscopia. All’interno dell’équipe ortopedica si è formata una squadra di composta dallo stesso Pessina Alessandro Spreafico, Michele Cocuzza e Claudio Pulga, più gli strumentisti di sala operatoria Giancarlo Castelli e Claudio Mauri. Fino a qualche giorno fa era però possibile trattare ginocchio, caviglia e spalla. «Per poter intervenire sull’anca abbiamo seguito corsi specifici ed addestramenti in centri specializzati fino alla perfetta esecuzione tecnica», ricorda Pessina.
Acquistati anche nuovi apparecchi per le sale operatorie dell’ospedale di Vimercate. Il direttore generale Pietro Caltagirone ha speso i soldi volentieri: «puntiamo all’eccellenza in ogni specialità», dice.
OGGI a Vimercate si eseguono 300 operazioni l’anno in artroscopia. «Abbiamo 200 pazienti in lista d’attesa per i solo intervento alla spalla, quello più richiesto». Ma con la nuova organizzazione delle sale operatorie, già allo studio, le code spariranno presto. Il primo intervento all’anca, destinato a essere scritto nella storia dell’ospedale, è stato eseguito dai medici Cucuzza e Punga, con la supervisione di Pessina e Spreafico «in anestesia spinale. L’équipe anestesiologica diretta dal dottor Giorgio Gallioni con il responsabile delle sale operatorie Savario Pellicanò permette di trattare i malati ortopedici per la maggior parte in anestesia locale».


Licenziati alla On Line, il sindaco media ma sono pronte le cause


— VIMERCATE (17 febbraio)— CASO ON LINE, i lavoratori si appellano al sindaco per riaprire il tavolo della trattativa. E nel contempo si preparano a una possibile battaglia legale contro l’azienda che li ha licenziati settimana scorsa. La prima opzione però resta quella del dialogo. Sindacati e maestranze hanno incontrato Paolo Brambilla per studiare una strategia comune: l’obiettivo è convincere il colosso del Call center a revocare le 22 lettere di licenziamento messe nelle mani dei dipendenti.
L’altro nodo riguarda i sussidi: la ditta con sede alle Torri Bianche non vuole richiedere la cassa integrazione in deroga, l’unico ammortizzatore sociale applicabile alla categoria. Il sindaco, dal canto suo, ha garantito la disponibilità a indossare i panni del mediatore.
Per le organizzazioni sociali si tratta di un piccolo passo nella direzione giusta. «Brambilla ha preso un impegno preciso: quello di fare pressioni a livello istituzionale per riaprire la trattativa», spiega Massimo Viganò della Filcams Cgil, secondo cui occorre vincere le resistenze dell’azienda per ridare speranza a decine di famiglie sull’orlo del baratro. «Il sindaco cercherà i canali giusti in Regione per creare un fronte comune che possa convincere la On Line a rimettersi al tavolo». Quel tavolo «saltato» a fine gennaio, quando la proprietà ha comunicato la scelta di procedere con i licenziamenti senza ricorrere alla cassa. La mobilità è stata aperta per 35 addetti: 22 sono già stati «tagliati». Si tratta soprattutto di dipendenti «storici» che lavoravano negli uffici delle Torri Bianche da molti anni. Se il tentativo dovesse fallire è già pronta la carta «legale».
«ABBIAMO parlato con i nostri avvocati per valutare la situazione - aggiunge Viganò -. È in corso un’emergenza di carattere sociale». Inoltre questa categoria di lavoratori, per legge, non può usufruire nemmeno dell’indennizzo per il licenziamento: per gli operatori del Call Center è prevista la cosiddetta mobilità «povera», ovvero la perdita del posto di lavoro senza risarcimento economico.
Marco Dozio



Finte telefonate per beneficenza

Il Comune di Caponago lancia un nuovo allarme truffe


— CAPONAGO (17 febbraio)— IL COMUNE lancia l’allarme truffe. Mette in guardia i caponaghesi. Perchè nelle ultime settimane sono in molti a ricevere a casa delle strane telefonate. «Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni in questo senso - spiega l’assessore alle Politiche sociali Monica Buzzini -. Stiamo cercando di comunicare ai nostri concittadini che non esistono associazioni di Caponago che telefonano a casa per chiedere di partecipare a una fantomatica raccolta fondi. Si tratta di veri e propri tentativi di truffa». La tecnica è collaudata. I professionisti del raggiro hanno contattato telefonicamente le potenziali vittime chiedendo loro se fossero disposte a elargire un’offerta benefica: il pretesto era quello di una fasulla raccolta di finanziamenti a favore di un’Onlus che si occupa del trasporto dei malati nei centri di cura: «Invitiamo tutti a prestare la massima attenzione: nessun sodalizio chiede soldi con il metodo del porta a porta». L’avviso è stato fatto circolare in paese e pubblicato sul sito internet istituzionale.
M.D.




da: "La Gazzetta della Martesana"


Carugate (21 febbraio)

Bussero (21 febbraio)

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