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News dalla Brianza

Notizie da: http://ilgiorno.ilsole24ore.com


Vimercate, raccolte 1.800 firme per salvare la scuola di Velasca

Iscritti in 46, il minimo per la riforma Gelmini è 50
di BARBARA CALDEROLA

- VIMERCATE - INFUOCATA assemblea a porte chiuse fra i genitori della Valtorta di Velasca e la preside Carmela Gelardi sul futuro della scuola elementare: gli iscritti sono pochi, il plesso rischia la chiusura, la frazione si mobilita per salvarla. Una lettera-appello firmata dalle famiglie del borgo al gran completo, 1.800 residenti, sarà presto recapitata in Comune, in Regione e in Provincia. La comunità chiede alle autorità il salvataggio dell'istituto che oggi conta 46 iscritti. Raccoglie adesioni e si prepara, se le cose non andranno come si spera, all'occupazione. La Valtorta è sotto di quattro per la soglia minima di 50 iscritti imposta dalla Riforma Gelmini, e deve fare i conti con (solo) sei nuovi alunni in prima l'anno prossimo, invece dei 15 richiesti dalla legge, il "buco" di 9 è rimasto tale e quale a un mese fa. "Al pasticcio si potrebbe rimediare se solo si volesse", attacca Vittorio Arrigoni, consigliere provinciale del Pd, velaschese doc. "Al di là dei numeri, conta il significato che una scuola come questa riveste", aggiunge. I genitori delle classi in bilico denunciano: "La dirigente è decisa a chiudere, a meno che l'ufficio scolastico regionale (l'ex provveditorato) non metta per iscritto l'impegno preso con il sindaco Paolo Brambilla a metà febbraio, di rimandare la valutazione. Tutto è stato ridotto a un mero calcolo economico. È inaccettabile". Giuseppe Colosio, capo dell'istruzione lombarda, si era detto possibilista sul salvataggio della Valtorta. Con lui, a perorare la causa di Velasca, l'assessore all'Istruzione Francesca Paparazzo e lo stesso Arrigoni: "I presidi del passato ci amavano certamente più di oggi. Si fa di tutto per affossare la nostra scuola. La dirigente nella famosa riunione ha addirittura detto che senza rassicurazione è decisa a chiudere anche la seconda, 9 alunni più due disabili (erano partiti in 15)", rincara il consigliere.
LA FRAZIONE avanza una proposta: lasciare aperta la scuola, con le classi seconda (attuale prima con 17 allievi), quarta (16 alunni) e quinta (attuale quarta con 14 ragazzi), per un totale di 47 scolari "e il tetto quasi rispettato", fa notare Arrigoni. La direttrice aveva già detto la sua in una lettera al sindaco: "Alla Corte dei Conti rispondo io di eventuali danni erariali che potrebbero scaturire mantenendo aperta la scuola, l'istituto è diseconomico". Da qui la richiesta del pezzo di carta ministeriale che confermi la scelta strategica di andare avanti a dispetto dei bilanci. Resta il dubbio su chi debba chiudere effettivamente la Valtorta, non è ancora chiaro se spetti al sindaco o all'ex provveditore. "Certo non alla preside", sbottano i velaschesi.



Inizia il trasloco forzato
Saranno trasferite le opere d'arte rifiutate dal Comune
di MONICA AUTUNNO

- TREZZO - LASCITO De Micheli, è l'ora dello sfratto. Scade a fine mese il termine ultimo e perentorio entro il quale gli eredi del critico d'arte sono invitati a sgomberare il deposito comunale dove, da mesi, è custodita la collezione d'opere d'arte donata al Comune e rigettata dalla giunta dopo l'estate. Per dipinti, statue e stampe, nonchè per un archivio personale di De Micheli, scatterà il trasferimento in due nuovi siti trezzesi, entrambi messi a disposizione da privati, ed entrambi, per ovvie ragioni, top secret. Del trasloco si occuperanno alla fine della settimana ventura gli eredi e i loro familiari, in compagnia di un gruppo di volontari che già da tempo hanno costituito attorno alla collezione rifiutata una sorta di "cordata solidale". "Si pensa - spiega Gioxe De Micheli, figlio di Mario e Ada - a un'associazione che adotterà ufficialmente le opere. Ci sono già delle idee su che cosa fare dopo". Ovvero? "Contatti in corso con sedi importanti, come il Politecnico, il Centro San Fedele, e altri, per l'organizzazione di mostre ed eventi. Per la collezione di mio padre prevedo un destino espositivo itinerante". Resta il sogno di mantenere la collezione De Micheli, intera, a Trezzo? "Sì, ma la giunta ha espresso totale chiusura, non vedo grandi spiragli. Poi penso anche che questa amministrazione comunale non rimarrà in eterno...".
LA MAGGIORANZA, che ha scelto per ragioni economiche di restituire il lascito numero due, vorrebbe anche trasferire a Milano o smembrare in loco il lascito numero uno, già catalogato e sistemato in una sezione ad hoc della biblioteca. "Trovo questa scelta ancora peggiore del rigetto. La collezione cartacea appartiene già di fatto a Trezzo. La giunta dice che è poco consultata. Io rispondo primo che si tratta di una collezione specialistica e non per tutti, secondo che la sezione è aperta soltanto da un anno, terzo che mi risulta invece un enorme interesse, che riscontro anche dalle mail che ricevo, e che andrebbe incoraggiato anzichè affossato. Certo, stanziare per il mantenimento della collezione 3.000 euro all'anno significa condannarla a morte. Darò battaglia, ho già pronta una lettera per il Ministero". È circolata voce di un interessamento regionale per il fondo De Micheli. "Se c'è, ben venga. Non dimentico che fu proprio l'assessore regionale Massimo Zanello a presentare il catalogo delle opere di mio padre".




Accordo tra Autostrade e STMicroeletronics Con l'auto di gruppo i dipendenti risparmiano
Il servizio Carpooling concede sconti a chi raggiunge il lavoro sulla stessa vettura
di ANTONIO CACCAMO

- AGRATE BRIANZA - DARE UN PASSAGGIO in auto al proprio compagno di lavoro conviene. Autostrade per l'Italia ed STMicroeletronics, multinazionale lombarda dei microprocessori, hanno firmato un accordo per promuovere tra i 6.000 dipendenti dell'azienda divisi tra Agrate e Cornaredo il Carpooling. Cioè il viaggio in compagnia, ecologicamente corretto, che riduce traffico e inquinamento e fa risparmiare sul pedaggio e sui costi di trasporto.
L'accordo con tra ST e Autostrade per l'Italia è il primo del genere nel nostro Paese. Servirà ad incentivare l'utilizzo del carpooling, servizio che consiste nel condividere l'auto (e dunque le spese) con chi fa il medesimo percorso sull'autostrada Milano - Laghi (A8 -A9). Sempre sull'Autolaghi esiste una pista riservata, al casello di Milano Nord, con uno sconto del 60% sul pedaggio per tutte le auto, con almeno 4 persone a bordo, che transitano nei giorni feriali e nelle fasce orarie di punta. Il calcolo del risparmio è presto fatto: in un anno con il Carpooling, ogni componente di un equipaggio di 4 persone a bordo di un'auto di piccola cilindrata può risparmiare oltre 600 euro, tenendo conto dei soli costi del carburante e del pedaggio. I dipendenti della ST, che solo ad Agrate sono quasi 5000, in più potranno usufruire di altri numerosi vantaggi e iniziative che saranno perse per incentivare il Carpooling, come ad esempio parcheggi aziendali riservati.
Ma come si fa a comporre il proprio equipaggio? E' abbastanza semplice. Basta iscriversi al sito www.autostradecarpooling.it. Qui è possibile trovare compagni di viaggio, offrire e richiedere un passaggio in assoluta sicurezza e nel rispetto della privacy. Ugo Cardamone, responsabile sistemi di gestione salute, ambiente, sicurezza e dei servizi di supporto della STMicroelectronics Italia ad Agrate Brianza, commenta: "L'adesione al progetto Carpooling di Autostrade per l'Italia è la più recente tra le iniziative della ST per il viaggiare sostenibile. La nostra azienda è da anni impegnata a ridurre il traffico privato attorno ai propri stabilimenti grazie a una rete di trasporti alternativi all'auto, a una fitta rete di navette aziendali che servono le sedi di Agrate e Cornaredo".
Conti alla mano il colosso italo-francese ha ridotto le emissione di CO2 nell'aria di 7 tonnellate al giorno: "oltre ad avere reso un servizio concreto ai nostri dipendenti che hanno a disposizione un modo più economico ed efficiente per raggiungere il lavoro. Ora abbiamo deciso di servirci della piattaforma Carpooling, impegnandoci a promuoverla tra i 6.000 dipendenti delle nostre sedi nell'area interessata".
Massimo Iossa, responsabile Marketing e Sviluppo Commerciale di Autostrade per l'Italia, sottolinea che: "STMicroeletronics è la prima azienda privata partner nella promozione del Carpooling".



Basta discariche per i rifiuti Cem


- CAVENAGO BRIANZA - NO DISCARICA. Cem Ambiente, la società pubblica che si occupa dello smaltimento dei rifiuti nell'est milanese, può fare a meno delle grandi pattumiere a cielo aperto per i rifiuti raccolti. Grazie al successo della raccolta differenziata e di un nuovo impianto di trattamento di Liscate, che si è aggiunto a quello di Bellusco-Mezzago, "la percentuale dei rifiuti portati in discarica si è praticamente azzerata". Oggi il Cem ricicla più quasi 145 mila tonnellate di immondizia, una quantità che fa superare abbondamentemente la soglia del 65%, che la normativa fissa come obiettivo del 2012: "la percentuale di raccolta differenziata è aumentata, passando dal 66% del 2007 al 68% del 2009", segnala la presidente del Cem Daniela Mazzuconi. In termini economici, solo il riciclaggio di carta e cartone, vetro, plastica, stagnola, alluminio e legno con il Conai ha prodotto un ricavo di circa 2.460.000 euro; 2.200.000 sono quelli distribuiti ai comuni più bravi nel differenziare. Hanno fatto la parte del leone: Bellusco (11,10 euro per abitante), Mezzago (7,26), Rodano (6,80), Ornago (6.53), Usmate Velate (6.46).
Le performance più brillanti, a parte Bellusco che viaggia oltre il 70%, arrivano da Aicurzio, Correzzana, Burago, Sulbiate, Arcore, Carnate, Lesmo, Ornago, Usmate, Mezzago, Agrate, Villasanta, Ronco Briantino, Cavenago, Brugherio e Bernareggio. Un po' più giù Vimercate, il capoluogo e Concorezzo.
Questa montagna di rifiuti raccolti in maniera differenziata è stata recuperata per il 67, 2 % mentre un altro 32% è servito a produrre energia elettrica: 48.8 milioni di Kwh che corrisponde al fabbisogno medio annuo di 45.000 abitanti. La politica del Cem è quella di abbattere i costi del servizio: "il costo medio per abitante per i servizi di igiene pubblica ai comuni soci è di 88 euro, a fronte di un costo medio in provincia di Milano di 116.20 euro".
I 440.000 abitanti hanno prodotto (dati 2008) oltre 212.000 tonnellate di pattume. Con un incremento del 3,5% rispetto all'anno precedente, dovuto però all'aumento della popolazione servita. Osservando il dato pro-capite si rileva infatti una diminuzione dell'1,7%. La palma dei meno spreconi va a due piccoli Comuni: Camparada e Correzzana, dove un singolo residente mette in pattumiera meno di un chilo di rifiuti ogni giorno. Le politiche di raccolta differenziata "porta a porta", di cui il Cem è stato pioniere con un progetto preso a modello in tutta Europa, hanno avuto il loro peso sui risultati raggiunti che hanno visto progressivamente diminuire, fino ad azzerarsi, il pattume smaltito in discarica. Guardando a questi dati, in molti si chiedono che necessità ci sia di raddoppiare l'inceneritore di Trezzo sull'Adda.



Piano Marsala-Garibaldi approvato tra le proteste
L'opposizione: conflitto di interessi per Liserani
di LAURA MARINARO

- BRUGHERIO - L'URBANISTICA, non c'è dubbio, è l'argomento forte di ogni consiglio comunale o discussione politica e amministrativa in città. Questa volta a sollevare gli animi e vivacizzare l'assemblea, è stato il Piano Integrato di Intervento di via Marsala/Garibaldi che prevede un nuovo comparto di edilizia residenziale. In progetto nella scorsa seduta è stato approvato (contrari i rappresentanti del Pd, dell'Italia dei valori e astenuta la rappresentante di Brugherio popolare Europea) è ma non sono mancate perplessità e animate discussioni. Prima fra tutte la richiesta di sospensiva, poi bocciata, presentata dal consigliere comunale dell'Italia dei Valori Piero Calabretta. Secondo l'esponente dell'opposizione che aveva fatto la stessa mossa per il Pii di Santa Margherita /Baraggia, sarebbe stato opportuno sospendere la votazione del Piano, in attesa di far luce su alcuni punti a dir poco scuri. "Esaminando le carte relative al Pii ho scoperto che c'è un'incompatibilità, anzi un vero e proprio conflitto di interessi per l'assessore ai lavori pubblici ed edilizia Daniele Liserani - ha spiegato Calabretta - lo stesso infatti aveva stilato il progetto del piano quando era consigliere d'opposizione e ancora oggi da assessore non solo è indicato come progettista, ma ha approvato in Giunta una delibera per lo stralcio di una parte del comparto vincolato e quindi per andare avanti nel progetto; a questo punto chiedo solo di poter verificare bene se il suo atteggiamento è corretto o no. E' a dir poco strano che sia stato stralciato questo comparto dagli altri come la Rista e il Bettolino Freddo, per farne una variante del Prg". Mentre la scorsa volta a rispondere era stato l'assessore ai lavori pubblici Vincenzo Caggiano (che aveva confermato che tutta la procedura era assolutamente legale e regolare, ndr), questa volta l'assessore Daniele Liserani (che comunque aveva già spiegato che in questo comparto i metri cubi sono meno degli altri), al momento della domanda non era presente in aula e non ha risposto, proprio come la volta in cui era stato messo sotto accusa durante il Pii di Santa Margherita. "Parlano di me sempre quando sono fuori", ha detto poi fuori dal consiglio. "Liserani era progettista prima di diventare assessore - ha chiosato il sindaco Maurizio Ronchi - le provocazioni lanciate non hanno seguito e non meritano una risposta; noi comunque continuiamo nell'opera di riqualificazione della città".



Indagine epidemiologica su forno e rischio cancro
Sarà realizzata da Asl di Monza e Istituto dei tumori
di MONICA AUTUNNO

- TREZZO SULL'ADDA - RADDOPPIO del termovalorizzatore, al via uno studio epidemiologico di parte: i sindaci non si arrendono, e si giocano la carta della salute. È stato formalizzato l'altro pomeriggio, attorno ad un tavolo convocato a Trezzo, e cui hanno partecipato i membri della Commissione di sorveglianza del termovalorizzatore, i sindaci e amministratori di Grezzago, Trezzo, Pozzo d'Adda, Busnago, Vaprio e altri, oltre ai responsabili dell'Asl di Monza e all'Istituto dei Tumori, l'incarico proprio a quest'ultimo, nella persona del professor Paolo Crosignani, per la redazione di uno studio epidemiologico sugli effetti prodotti dalla convivenza con il termovalorizzatore sulla salute dei cittadini.
Lo studio, commissionato dai Comuni e da essi finanziato, dovrà essere pronto entro l'estate, in modo che i risultati possano essere ammessi ai tavoli della conferenza di servizi dove si discute del raddoppio. L'ente scelto non è casuale, e nemmeno la persona: Crosignani ha già effettuato studi analoghi riguardo al sito di incenerimento rifiuti di Coriano, in provincia di Forlì, e al cementificio di Mazzano, nel Bresciano. Non sarà uno studio comparato sul pre e post inceneritore (quindi pre e post 2001, anno di entrata in funzione del caminone di via Pastore). La scelta è quella di comparare le condizioni di salute dei cittadini delle zone di presunta ricaduta degli inquinanti con quelle di cittadini di zone non interessate invece dall'influenza dell'impianto. Il testo di lavoro saranno le cartelle di ricovero ospedaliero, che saranno messe a disposizione dalle Aziende ospedaliere e dalle Asl interessate. "La nostra intenzione non è quella di fare terrorismo - spiega il portavoce dei sindaci, Vittorio Mapelli, sindaco di Grezzago - ma quella di portare ai tavoli decisionali delle argomentazioni serie, uno studio che nessuno sino ad oggi si è premurato di commissionare. Personalmente avevo già chiesto delle consulenze in precedenza, e i risultati che ho sottomano sono terrorizzanti: la convivenza con gli inceneritori aumenta statisticamente i tumori, aggredisce il sistema endocrino e fa impennare patologie cardiache e respiratorie. Questo anche a molti anni dall'esposizione. Chiediamo solamente che se ne parli. C'è di mezzo la nostra salute".
Lo screening sui dati di ricovero di sette-otto anni parte in questi giorni. Gli esperti dell'Istituto tumori censiranno patologie, faranno comparazioni e correlazioni e tracceranno infine le conclusioni. "Sarà una ricerca inattacabile e seria". Il tempo in questo caso non è galantuomo. "Vogliamo essere pronti per giugno - spiega ancora Mapelli - perché noi lavoriamo, ma anche i tecnici sovracomunali. Penso che la procedura autorizzativa possa essere ancora lunga, è un vantaggio che dobbiamo cogliere".
La speranza di un intervento della politica è alle spalle? "Le elezioni sono vicine. Temo che si vedrà in seguito". Del termovalorizzatore e del progetto di raddoppio si parla venerdì sera a Busnago in una nuova assemblea pubblica.



Decreti salvaliste, protesta a sorpresa


- TREZZO SULL'ADDA - DECRETI SALVALISTE, presidio sotto il Comune promosso da Rifondazione e dalla Federazione della Sinistra: manfesti, ta tze bao e bandiere per denunciare le violazioni e annunciare la fine del diritto. Alla fine arriva anche il sindaco leghista: "Parliamo di sostanza e non di forma: comunque è vero, qualcuno avrebbe potuto chiedere scusa".
SONO STATI I GRUPPI zonali della sinistra a promuovere la manifestazione, scattata con formula blitz ieri mattina intorno alle 10 sotto il palazzo comunale e terminata un'ora dopo circa. In piazza solo un nucleo ristretto di promotori, ma manifesti e striscioni appesi in bella vista sulle pareti esterne del Comune non hanno mancato di attirare l'attenzione dei cittadini.
"E' vero che si manifesta un po' dappertutto, ma abbiamo voluto dire la nostra - dice Giorgio Colombo, esponente di Rc, candidato alle regionali e consigliere di minoranza - . Credo che molti, in queste ore e in questi giorni, vivano le medesime sensazioni negative. Del resto, quanto accade è inaccettabile. I volantini listati a lutto parlano di morte della democrazia: non siamo lontani dalla realtà".
NESSUNA RICHIESTA DI autorizzazione per il presidio, scattato a sorpresa. Ha voluto sottolinearlo il sindaco Danilo Villa, che tuttavia, a fine mattinata, ha raggiunto i manifestanti per uno scambio di opinioni sulla pubblica piazza, senza tirarsi indietro davanti a qualche provocazione: "Sindaco insomma, dica la sua".
"Sui casi specifici - ha rilanciato Villa - diciamo che sono sempre convinto che la sostanza debba prevalere sulla forma". "Chi ha sbagliato poteva almeno scusarsi". "Sì, su questo, decisamente, concordo".
Monica Autunno




C’è il sì della Prefettura Legittima la mail comunale con il nome in dialetto



— CONCOREZZO — NON SI PUÒ impedire a un assessore di riportare nei documenti ufficiali, o nelle e-mail, il nome del Comune che amministra in lingua locale. Lo sostiene la prefettura di Milano rispondendo a un esposto del capogruppo consigliare del centrosinistra di Concorezzo Antonio Lissoni, al quale era sembrata una forzatura l’applicazione del bilinguismo alla comunicazione istituzionale. A far scattare la protesta l’iniziativa dell’assessore leghista alla Cultura, Identità e Tradizione Mauro Capitano di inserire nella sua firma digitale la datazione Cuncuress.
Allora, assessore, è soddisfatto? «È un risultato importante, una piccola vittoria che sancisce la dignità della tradizione”, risponde». Era necessario scomodare il prefetto? «Spiace dover arrivare fino a questo punto per difendere la cultura locale, ma a quanto pare c’è ancora una parte della sinistra che preferisce i cartelli in arabo alla lingua dei nostri avi».
Capitano non intende fermarsi qui. E annuncia: «porteremo presto in Giunta la delibera per la toponomastica bilingue».
E intanto alla sua firma digitale ha aggiunto la frase: “Chi voeure i vaghe, chi non voeure i manden”. Vale a dire: “chi vuole ottenere qualcosa si dia da fare, si esponga in prima persona, chi invece non vuole ottenere nulla deleghi agli altri”. Ant.Ca.



Scompare un treno Pendolari esasperati
Soppresso il convoglio delle 9.04. Proteste e disagi
di ANTONIO CACCAMO


— ARCORE — ASSONNATI, esausti, stanchi di aspettare un treno che poi viene soppresso. Non è storia di tutti i giorni, ma si ripete sempre più spesso nella stazione di Arcore. Ieri mattina i pendolari si sono ritrovati di fronte all’ennesimo convoglio cancellato. È mancato all’appello quello delle 9.04: «il treno è stato soppresso», è apparso a un certo punto sul pannello luminoso.
«Perché?». «Boh, non si sa», la risposta dei tanti studenti e impiegati in attesa. Trenitalia giustifica la soppressione causata da «problemi tecnici» sul treno che arrivava da Bergamo. «Gli incroci di più linee ad Arcore rendono difficile quantificare le soppressioni che però sono diminuite del 30 per cento in Lombardia. Ci scusiamo per i disagi e presto entreranno in funzione i nuovi treni». I pendolari hanno dovuto aspettare il treno successivo, quello delle 9.34. Che è ripartito strapieno alla volta di Milano. E sulla pensilina ancora proteste e lamentele: «Ci dicono di usare il treno, anzichè l’auto. Ma non fanno molto per incoraggiarci - commenta M.P. 20 anni -. Per raggiungere la stazione mi sono dovuta fare accompagnare da mia mamma, visto che da Concorezzo non ci sono sono autobus verso Arcore. Dovevo essere all’università alle 9.30 sono arrivata mezz’ora dopo, perchè non ho trovato il treno».
IL SERVIZIO regionale, visto dagli occhi dei pendolari della stazione di Arcore, che ogni mattina raccoglie viaggiatori da Vimercate, Casatenovo, Lesmo, Concorezzo, Villasanta, non è certo da 10 in condotta. «ma nemmeno da sufficienza», dice Gianluca Morelli, portavoce di un agguerrito comitato pendolari di Arcore, il comitato parcheggio. Giusto due settimane fa un malore aveva colpito un passeggero mentre viaggiava da Arcore a Monza su un convoglio dove la gente era stipata come sardine. Su quel treno a Carnate erano saliti anche i viaggiatori di un convoglio cancellato proveniente da Bergamo. Trenitalia, tuttavia, ha escluso che il mancamento sia stato provocato dal sovraffollamento.
Morelli tiene monitorato giorno dopo giorno quello che avviene sulla linea Milano-Lecco e Milano-Bergamo, e non vede miglioramenti: «Ci è stato detto che il servizio sarebbe cambiato nel 2010. Che il doppio binario da Carnate a Lecco avrebbe annullato tutti i disservizi. In più ci hanno detto che in Lombardia sono stati aggiunti 60 nuovi treni, in sostituzione di quelli vecchi, destinati, a loro volta, a rafforzare l’offerta. Noi sinceramente non ce ne siamo accorti. Stiamo assistendo a un aumento delle cancellazioni di treni. E non riusciamo a capire il perchè. Se prima le soppressioni avvenivano due volte al mese, ora siamo a due volte la settimana». E fa un esempio di cui è stato testimone diretto: «L’altra sera la partenza del treno delle 19.50 da Porta Garibaldi è stata ritardata di 15 minuti per sopprimere quella dopo. Così tu ti eri programmato la serata, dopo una giornata di lavoro, e devi rivedere tutto in corso d’opera. È umiliante».



Dopo l’estate la vendita della vecchia scuola
Sfratto rimandato per le associazioni cittadine
di MONICA AUTUNNO


— TREZZO SULL’ADDA — ALIENAZIONE della vecchia scuola di piazza Crivelli, si torna in consiglio comunale, ma l’operazione slitta all’estate: proroga per le associazioni e gli enti già sotto sfratto. Occorrerà più tempo del previsto per condurre in porto la vendita, stabilita dalla giunta Villa e già al centro di polemiche nei mesi scorsi, dello storico edificio di piazza Crivelli, nel cuore del centro storico, scelta per incamerare fondi e dare il via a un piano di intervento che porterà, innanzitutto, alla realizzazione di un grande parcheggio interrato. Primo ostacolo, la Sovrintendenza ai Beni ambientali, che ha precisato le proprie prescrizioni, imponendo la conservazione di una buona porzione dello stabile, in particolare dello storico colonnato anteriore. Secondo, la nuova normativa, qualsiasi intervento di alienazione va accompagnato dalla presentazione di uno studio che illustri le fasi e gli obiettivi del recupero.
Per la vendita, già nero su bianco al momento del bilancio comunale, occorrerà attendere la primavera inoltrata: previsione d’introito, circa due milioni di euro. «Il primo passo sarà la presentazione in consiglio comunale dello studio, che stiamo limando in questi giorni - spiega il sindaco Danilo Villa - : pensiamo di andare in consiglio su questo argomento nel giro di una decina di giorni. Poi scatteranno i passi successivi: la gara per l’alienazione dovrebbe avvenire prima dell’estate».
Potrebbero essere sovrastimati i due milioni di euro previsti: «Così sembra, stando agli ultimi accertamenti che abbiamo fatto. Le prescrizioni della Sovrintendenza circa la conservazione di parti dello stabile, solo la parte centrale, sia chiaro, rappresentano inoltre un indubbio problema nella ricerca di acquirenti: rimaniamo comunque persuasi della bontà dell’operazione, occorre trovare un modo per accelerare la sistemazione di quella zona della città». Il parcheggio? «Resta il progetto centrale, senza tutta l’operazione non avrebbe senso». Proroga sino a giugno per la dozzina di associazioni che, da molti anni, hanno sede nei locali dell’ex scuola.
Potranno rimanere sino all’estate, nel frattempo è già messo a punto un piano di ricollocazioni, probabilmente nella sede della polizia locale di via Santa Marta (per gli agenti in vista il trasferimento in via Gramsci) e in alcuni locali del centro giovani di via Mazzini. Si tira diritto, nonostante le polemiche. Contro l’alienazione di un “bene di famiglia” come l’ex scuola di piazza Crivelli si sono espressi in più sedi tutti i gruppi di minoranza: la scuola, hanno detto, rappresenta un pezzo della storia di Trezzo. «Se vendere si doveva, si poteva partire da altro».




Carugate, scontro politico sul palazzetto dello sport
Per il centrodestra è «solo un PalaSpreco»
di ANTONIO CACCAMO


— CARUGATE — POLEMICA sul progetto del nuovo palazzetto dello sport. Il Pdl lo ha ribattezzato Palaspreco, perché lo considera un’opera faraonica, sovradimensionata rispetto alle esigenze del paese. L’amministrazione comunale di centrosinistra invece lo difende invece e dice: «sono le associazioni sportive a volerlo». Ma l’opposizione non ci sta. «La spesa prevista è oggettivamente spropositata», dice Antonio Giambitto, del Pdl: «dopo l’esperienza della ristrutturazione dell’ex-Municipio, costata la bellezza di più di 3.500.000, di cui 5.000 euro solo per il nome Atrion, ora l’amministrazione di Sinistra si vuole imbarcare in un’altra opera: il palazzetto dello sport. La spesa prevista inizialmente era di 2.000.000 di euro, mentre oggi si parla di più di 5.000.000 e senza ancora un progetto definitivo. Ci chiediamo se non sia meglio puntare su altre soluzioni, forse meno appariscenti, ma che possano offrire risposte alle necessità di più società, e non sul PalaSpreco fatto per poche attività e poche società. Non ci vengano a dire che mancano i soldi per colpa del governo Berlusconi».
Il sindaco Umberto Gravina difende il progetto: «l’idea di un nuovo palazzetto nasce dalla richiesta delle associazioni sportive che lamentavano spazi risicati rispetto alla popolazione e ai praticanti. Per questo motivo la lista Progetto Carugate lo ha inserito nel programma elettorale».
Si tratta di costruire un palazzetto polivalente da utilizzare anche per manifestazioni non sportive. Presentato nel 2008, il progetto è in attesa delle certificazioni e dell’omologazione Coni: «questo percorso è giunto ormai alla fine - spiega Gravina - i rilievi della agenzia per la validazione e le richieste specifiche del Coni hanno portato il costo dell’opera, chiavi in mano, a quattro milioni e settecentocinquanta mila euro, somma interamente coperta con le risorse accantonate dal Comune. Vale poi la pena di segnalare che sul costo d’asta vi è mediamente uno sconto che si aggira intorno al 25% del costo, che farebbe scendere la spesa di circa 900.000 euro». L’opposizione però ricorda che le prime stime di spesa si aggiravano attorno ai due milioni, il 60% in meno.
La giunta comunque ha intenzione di avviare i lavori al più presto: «una volta approvato il progetto esecutivo sarà emanato un bando per la costruzione, la gestione del palazzetto e dell’intero centro sportivo. L’obiettivo è di azzerare i costi gestionali che oggi gravano sul comune. L’attuale centro sportivo costa ogni anno 180.000 euro più 40.000 per l’utilizzo degli spazi da parte delle associazioni sportive carugatesi».




Dodici domande del Pd al centrodestra


— BASIANO — NUOVO ASILO NIDO e fusione con Masate, nuovo assessorato e questioni spicciole di quotidiana realtà amministrativa: le dodici domande del Pd alla nuova amministrazione di centrodestra. Sono riportate in una lettera aperta firmata dall’opposizione consiliare e inviate, oltre che ai cittadini, alla nuova giunta condotta da Paolo Moretti. «Abbiamo scelto questa strada - spiega l’ex sindaco e ora consigliere di minoranza Arturo Caloni - per dare un po’ di sveglia ai nuovi amministratori, perché in questi otto mesi è mancata ogni continuità rispetto alle cose fatte in passato, perché desideriamo chiarezza su quanto si intenda fare per il paese, e perché non condividiamo alcune scelte in itinere».
Primo problema, e forse maggiore, il referendum per la fusione con il comune di Masate. L’Unione esiste ormai da anni, la formalizzazione era questione di mesi prima delle scorse elezioni. «La nostra sensazione - spiega Caloni - è che anzichè lavorare perché si arrivi a questo traguardo da tempo atteso si lavori per dilazionare le cose e allontanare il traguardo sempre più. L’Unione è già un dato di fatto, perché non viene indetto questo referendum? Non ci sono state risposte chiare, sarebbe ora di averle». La questione fusione ha attinenza peraltro con molte scelte amministrative. La nuova maggioranza progetta un asilo nido da quaranta posti, e lavora per realizzarlo. «Non siamo contro gli asili nido, è chiaro - spiega Caloni - . Siamo perplessi sulla strada scelta: l’asilo così come progettato ci pare sovradimensionato rispetto alle reali necessità. Inoltre, ci chiediamo perchè non si sia avviata la progettazione della struttura in unione con Masate, come già si è fatto per altri interventi in passato». Al centro dei quesiti anche un argomento spinoso, il recente passaggio di testimone in giunta e la nomina ad assessore di un «noto professionista che opera sul territorio nel settore edilizio». «Nel quesito chiediamo ragione dell’avvicendamento e della nomina - dice ancora Caloni - senza alcuna intenzione di speculare, ma con l’intenzione di avere risposte».




Grandinata di polemiche sul nuovo municipio



— BRUGHERIO — IMPAZZA IN CITTÀ la polemica sul Piano integrato di Intervento di via De Gasperi che prevede la realizzazione di una nuova area residenziale e commerciale in centro e della palazzina del Comune. Un progetto fortemente voluto dall’amministrazione comunale già commissionato e realizzato dalla Sering di Concorezzo che in questi giorni viene sottoposto all’attenzione dei brugheresi attraverso dei volantini informativi e che verrà portato in Consiglio comunale (almeno per la parte residenziale di modifica del Piano regolatore vigente). Dopo l’intervento del Pd che ha già espresso la sua contrarietà al piano, questa volta a protestare è la forza d’opposizione Brugherio Popolare Europea. Parafrasando la canzone di Bennato «Il Gatto e la Volpe», Mariele Benzi, portavoce del partito di minoranza, spiega quali i punti che non convincono del progetto voluto dalla Giunta guidata da Maurizio Ronchi. «Quanta fretta, ma dove corri, dove vai…?», così esordiva la canzone e i rappresenti di Bpe aggiungono: «Dove corre, dove va il nostro sindaco? Con un’operazione dalla spregiudicatezza senza precedenti vuole forzare le regole, esautorare tutti gli organi competenti e approvare entro il 31 marzo un piano urbanistico che stravolgerà l’assetto di Brugherio». Non è tanto il progetto in se stesso sotto la lente d’ingrandimento degli oppositori, ma le dinamiche con le quali è stato approvato. «Nessuna discussione neppure sulle questioni più elementari: quali servizi utili al cittadino? Quali riflessi per la viabilità? Quale impatto? - ha aggiunto Mariele Benzi - Ma il sindaco, lo stesso sindaco la cui foto ormai campeggia ovunque, di queste cose non vuole parlare… ha deciso di evitare ogni vero confronto a riguardo, sia con la Commissione Urbanistica, sia con i cittadini, i quali evidentemente contano davvero poco agli occhi di chi pensa di governare la città come un monarca».
L’Amministrazione in pratica avrebbe già valutato e deciso tutto, perfino sul sito internet istituzionale sono pubblicate le risultanze di quello è definito come un progetto «vantaggioso». Nessun problema per Ronchi che conferma di aver deciso di portare la discussione in Consiglio comunale e che ha distribuito dei volantini di customer satisfaction. Il progetto prevede la realizzazione entro tre anni di un edificio di 7 mila metri cubi, di cui 2 mila per il Comune e 5 mila per attività commerciali e residenziali. «Un’operazione condivisa perché utile alla città, anche quando io non sarò più sindaco - ha ribadito Ronchi - ma anche a costo zero per la cittadinanza, perché realizzata interamente dal privato grazie a questo Pii». Laura Marinaro




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