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News dalla Brianza


Notizie da: http://ilgiorno.ilsole24ore.com



Quando è il prete a dare scacco matto Parte da Carugate il primo torneo fra sacerdoti, frati e seminaristi


— CARUGATE — PARTIRÀ dalla cittadina brianzola il primo torneo di scacchi per soli sacerdoti. A novembre sacerdoti, seminaristi e religiosi di ogni ordine riconosciuto dalla Santa Sede, a patto che siano cittadini italiani, tenteranno di darsi scacco matto. L’originale iniziativa si deve agli organizzatori della Clericus Cup, il campionato di calcio vaticano per preti e seminaristi, che hanno pensato bene di organizzare anche un campionato di scacchi. La competizione da tavolo sarà presentata ufficialmente il 13 novembre in una conferenza dal titolo “Scacchi e chiesa: i Santi in gioco”. Oltre al sindaco Umberto Gravina, interverranno Gianpietro Pagnoncelli, presidente della Federazione Scacchistica Italiana, monsignor Claudio Paganini, consulente ecclesiastico nazionale del Centro Sportivo Italiano, Alberto Collobiano Presidente della Uisp-Unione Italiana Sport per Tutti - Lega Scacchi, Adolivio Capece, direttore de “L’Italia Scacchistica”. Prevista anche la partecipazione di Neri Marcorè, grande appassionato di scacchi.
Ant.Ca.



Vandali scatenati a Oreno Distrutti i giochi dei bambini
Preso di mira il parco di via De Gasperi, attrezzature incendiate e devastate
di ANTONIO CACCAMO


— VIMERCATE — VANDALI IN AZIONE nel parco giochi di Oreno. L’altra notte ignoti hanno appiccato il fuoco alle attrezzature destinate ai bambini. Erano situate nel parco di Oreno di via De Gasperi, frequentato da mamme e bimbi, che l’amministrazione comunale giusto in questi giorni sta risistemando e abbellendo. Un gesto incomprensibile e gratuito condannato da tutti gli orenesi. La gente del borgo tempo fa aveva chiesto al Comune di dare una risistemata al parco. Ora teme che l’azione dei teppisti possa rallentare l’operazione. Sdegnata la reazione del sindaco di Vimercate, Paolo Brambilla, che garantisce: «questo vile non ci fermerà, i lavori proseguono come da programma».
Il progetto, che prevede la sostituzione dei giochi e degli arredi, è partito ad agosto ed è costato più di 30.000 euro. Tutto è filato liscio fino all’altro giorno, quando dei vandali hanno dato fuoco al nuovo pavimento antitrauma posizionato sotto due giochi.
L’amministrazione comunale presenterà denuncia contro ignoti. Intanto a palazzo Trotti si interrogano su cosa abbia spinto a prendere di mira un parco giochi in ristrutturazione. Decisa la presa di posizione del sindaco Paolo Brambilla: «I cittadini di Vimercate si sono sempre distinti per l’attenzione alla cosa pubblica. Proprio dai residenti di Oreno era giunta la richiesta di rinnovare gli arredi del parco. Richiesta che ci è sembrato giusto soddisfare». Non tutti però la pensano così: «Qualcuno, che evidentemente non ha a cuore il benessere né suo né dei suoi concittadini, ha creduto divertente danneggiare il parco giochi. Ma stiano tranquilli. Non sarà certo per questo che interromperemo i lavori, e Oreno avrà ugualmente il suo parco riqualificato: ma mi sento di condannare con forza questo gesto inqualificabile».
Dello stesso tenore le dichiarazioni dell’assessore all’Ecologia e sviluppo sostenibile Corrado Boccoli: «In questi anni abbiamo avviato la riqualificazione dei parchi cittadini con particolare attenzione proprio delle aree gioco per i più piccoli. Crediamo che i momenti di socialità nei parchi per i bambini siano un’importante occasione di crescita e di svago. Constatare che, oltre al danno alla collettività, si colpiscano in maniera così vile gli interessi dei bambini, lascia l’amaro in bocca e un profondo senso di ingiustizia».
A METÀ LUGLIO erano partiti i lavori anche nel parco giochi del parco Gussi. Diversi gli interventi previsti: la posa di un tavolo da ping-pong, di una sabbionaia chiusa e di altri due giochi per bambini “Funivia e Bi-plano”. In questo caso il cantiere chiuderà i battenti entro settembre. I lavori saranno eseguiti dal Gruppo Idra, a cui è stata affidata la gestione del Parco Gussi per i prossimi 3 anni.



Lat Bri, ordini in ripresa
I sindacati incontrano l’azienda, confermata buona parte delle commesse
di MARCO GALVANI


— USMATE VELATE — «STIAMO PROGRESSIVAMENTE tornando a regime». Le parole di Florinda Nettis, delegata Rsu della Lat Bri, infondono un cauto ottimismo soprattutto fra i 270 dipendenti dell’azienda casearia di Usmate. Esattamente sette giorni fa sono rientrati nello stabilimento di via San Giovanni Bosco dopo la revoca del blocco di sei giorni della produzione imposto dall’Asl su disposizione del ministero della Salute «a causa della mancanza dei requisiti di potabilità dell’acqua utilizzata». Adesso che l’allarme è rientrato, e che i prodotti confezionati prima dell’11 agosto (data dalla quale secondo l’Asl l’azienda aveva sicuramente isolato i due pozzi incriminati approvvigionandosi all’acquedotto) sono stati ritirati dal mercato, l’azienda i lavoratori possono guardare avanti.
IERI MATTINA il segretario regionale della Flai Cgil, Marco Bermani, e di delegati Rsu hanno incontrato i vertici aziendali per fare il punto della situazione soprattutto degli ordini, visto che, comunque, «l’impatto negativo di tutta questa storia sull’immagine dell’azienda ci sarà. Bisognerà, però, capire in che misura si ripercuoterà sul comportamento dei clienti», sostiene Nettis. Anche perché al di là delle «buone sensazioni» avvertite dall’azienda devono concretizzarsi in commesse vere e proprie. «Non siamo ancora ai ritmi di un mese fa ma certamente ci stiamo risollevando rispetto a settimana scorsa», chiarisce Nettis. Sma, Auchan, Carrefour e Autogrill non hanno ridotto i loro rapporti con la Lat Bri, «con Coop dovremmo riprendere nei prossimi giorni, mentre l’attività per Esselunga è ancora sospesa» ma sarebbe solo una questione di tempo. Comunque «già solo il fatto che tutti i 270 dipendenti diretti sono al lavoro, ci fa ben sperare».
LA QUESTIONE più delicata riguarda, ancora, i 130 lavoratori della cooperativa. «Per il momento sono rientrati al lavoro una settantina di addetti - spiega Marco Bermani -. Secondo le previsioni con l’inizio del 2011 dovrebbero rientrare tutti, gradualmente. E’ una situazione che dobbiamo monitorare sindacalmente. Dopo l’incontro di oggi (ieri, ndr) con i sindacati delle cooperative e i lavoratori abbiamo deciso di avviare le pratiche per richiedere l’applicazione di ammortizzatori in deroga della Regione, presumibilmente a rotazione in modo tale da garantire il rientro al lavoro per tutti gli addetti».



È morto Lorenzo Cantù fu sindaco e segretario della Cisl


— RONCO BRIANTINO — SI SVOLGERANNO domani 4 settembre alle 15 nella chiesa parrocchiale di Ronco i funerali di Lorenzo Cantù. Sindacalista della Cisl, sindaco di Ronco, ma soprattutto figura di spicco del volontariato e dell’associazionismo cattolico milanese, Cantù è morto ieri mattina all’età di 83 anni. Nato il 16 luglio del 1927, Lorenzo Cantù è stato dal 1956 al 1964 sindaco di Ronco poi componente della segreteria milanese della Fim-Cisl per oltre 15 anni e segretario della Cisl di Monza. Dal 1987 al 1996 è stato presidente delle Acli milanesi. Nel 2002 è stato insignito dell’Ambrogino d’Oro. Ha collaborato a lungo anche con l’Ufficio Pastorale del Lavoro a Milano dove era stato chiamato dal Cardinal Carlo Maria Martini.



L’ospedale pronto all’operazione trasloco Tre mesi per far partire la nuova struttura
I venti reparti di degenza e i dieci servizi saranno in funzione entro la fine dell’anno
di ANTONIO CACCAMO


— VIMERCATE — IL NUOVO ospedale di Vimercate entrerà in funzione entro la prima metà di dicembre. Serviranno tre mesi, da settembre a dicembre, per completare il più grande trasloco che Vimercate abbia mai visto. C’è da svuotare il vecchio nosocomio e riempire quello nuovo realizzato a Chioso Maffeo, a Oreno. Un’operazione di questa portata a Vimercate non la ricorda nessuno. E non è mai avvenuta nella storia ormai millenaria dell’ospedale civico, cominciata nell’833. Ci sono da spostare 450 pazienti, sistemare quasi 1.500 dipendenti, trasferire 20 reparti di degenza e 10 servizi ospedalieri: dal pronto soccorso alla psichiatria.
LA TABELLA di marcia è pronta. A settembre toccherà agli uffici amministrativi: gli impiegati stanno già preparando gli scatoloni perchè da metà mese scatterà l’operazione. Ottobre sarà dedicato ai test e alla messa a punto della nuova macchina ospedaliera, basata sull’esordiente sistema regionale di organizzazione «per intensità di cura»: «a gruppi metteranno alla prova l’intero funzionamento dell’ospedale», dice Maurizio Amigoni, il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Desio-Vimercate. Medici, infermieri e tecnici a turno simuleranno interventi, accenderanno e spegneranno attrezzature cliniche per poterle calibrare al meglio ed evitare sorprese, quando, da metà novembre a metà dicembre saranno spostati tutti i pazienti. Particolare attenzione è rivolta agli impianti elettro-medicali «una delle sfide più importanti del nuovo ospedale», ha detto Amigoni. Con l’avvicinarsi del trasloco, che tutti attendono con un misto di eccitazione, soddisfazione o preoccupazione, proseguono con ritmo accelerato i sopralluoghi nel nuovo ospedale. E proseguono senza sosta le riunioni dei gruppi di lavoro coordinati dal dottor Ezio Goggi, in modo che ogni aspetto legato alla logistica del trasferimento possa trovare la soluzione migliore e non ci siano intoppi e contrattempi. Da qualche mese è partita la formazione del personale dedicata alla conoscenza dei nuovi protocolli operativi, delle diverse dislocazioni dei reparti, laboratori, ambulatori, servizi, all’utilizzo delle nuove apparecchiature e attrezzature. Avviato anche il confronto con le associazioni di volontariato che già operano nel vecchio ospedale sull’organizzazione delle loro attività nel nuovo presidio.
PREDISPOSTO, inoltre, un servizio di logistica integrata e servizio di assistenza infermieristica da effettuare nell’attuale sede ospedaliera, limitatamente al tempo del trasferimento. Ci sono da spostare materiali, montagne di documenti, presidi sanitari, strumenti, farmaci e quant’altro necessario all’attività sanitaria. Di apparecchiature non ne viaggeranno tantissime.
Sicuramente alcune grandi macchine della radiologia, ma il grosso della dotazione tecnologica è nuovo. Il trasferimento seguirà un ordine prestabilito. Si procederà dal semplice al complesso. Prima impiegati e farmacia, amministrazione e direzione sanitaria, poi le divisioni più delicate: dipartimento medico, dipartimento chirurgico e rianimazione. Il pronto soccorso è una delle parti più delicate del trasloco. Nei giorni clou, i ricoveri d’urgenza verranno dirottati negli ospedali vicini, a cui Vimercate chiederà una mano. I ricoveri programmati, sono stati differiti, d’accordo con i pazienti.
INTANTO stanno per finire gli ultimissimi, piccoli lavori nei blocchi operatori e radiologici. A ottobre saranno terminati anche gli ultimi collaudi. Poi, finalmente, poco prima di Natale aprirà i battenti il nuovo ospedale, fiore all’occhiello della sanità brianzola, e non solo: «Questa azienda attrae pazienti da tutta Italia e anche dall’Europa - ha aggiunto il dottor Amigoni - a questa domanda di assistenza abbiamo risposto costruendo un complesso ospedaliero fornito di una superficie doppia rispetto a quella del presidio storico, proprio per dare spazio ai servizi strategici come l’accoglienza e l’attività ambulatoriale e sviluppare le attività di chirurgia vascolare, oncologia medica e medicina nucleare».




La crisi e la convenzione con l’asilo privato tagliano la lista d’attesa al nido comunale
di MONICA AUTUNNO


— TREZZO SULL’ADDA — ASILO NIDO, lista d’attesa assottigliata dalla crisi e da una convenzione con il privato: da 34 si cala a una decina. Si parte con rette soggette a un modesto incremento, al via una convenzione con un asilo nido privato, cui saranno «appaltati» alcuni dei posti carenti. «Nei mesi scorsi - spiega l’assessore ai Servizi sociali Alessandra Sala - eravamo arrivati a 34 famiglie in lista d’attesa per l’inserimento. Una situazione critica da fronteggiare. Non si può certo dire per fortuna, ma la crisi ha provveduto ad assottigliare la schiera: alla ripresa ci siamo trovate un gran numero di domande disdette, causa perdita del posto del lavoro di un genitore». Per i rimanenti una prima soluzione: una convenzione con l’asilo nido privato l’Altalena, che gestisce una struttura in città.
«QUESTO genere di convenzione è sancito dalla Regione - ancora la Sala - e ci consente, in sostanza, di assegnare alla struttura privata alcuni posti dell’asilo nido pubblico, dove indirizzare chi è rimasto fuori. Le famiglie pagheranno, pure in una struttura diversa, le medesime rette del pubblico». Le rette sono state rideterminate nei mesi scorsi. «C’è stato un ritocco, è vero - spiega la Sala - ma ci siamo mantenuti, da quanto risulta a una nostra ricognizione, comunque al di sotto della media della zona. Altri Comuni maggiori e minori di noi applicano tariffe maggiori. Abbiamo inoltre confermato i servizi di pre e post, in modo da venire incontro alle esigenze delle madri lavoratrici». Dai bambini agli anziani. Sono al via i colloqui con le famiglie degli ospiti della Rsa Anna Sironi. Dopo la contestata eliminazione del contributo «a pioggia» sulle rette erogato in passato, si tratta di definire eventuali interventi del Comune su situazioni critiche di anziani soli e indigenti. «Valuteremo le situazioni caso per caso - spiega la Sala -. Per le ragioni che ho avuto modo di spiegare anche in consiglio comunale, non vi era la possibilità, e non avremmo comunque reputato giusto farlo, di continuare a erogare il contributo del passato, che spesso andava a finanziar anziani con la possibilità di pagare la retta: rimane l’integrazione che concederemo a fronte di necessità reali e certificate». Il contributo del passato, che costava al Comune una media di 90mila euro l’anno, era prelevato da un vecchio fondo accantonato, dallo scorso anno esaurito.




Dove c’era la sede della Bassetti a ottobre sorgerà piazza Linificio


— VIMERCATE — SI CHIAMERÀ piazza del Linificio in ricordo della gloriosa industria tessile ormai scomparsa. Sorgerà proprio dove un tempo c’era la sede della Bassetti, oggi diventata un grande quartiere residenziale. L’inaugurazione è prevista per ottobre. La nuova piazza è stata realizzata anche grazie ai 150mila euro di contributi arrivati dallo Stato che hanno permesso di acquistare l’intero arredo urbano: dalle panchine all’illuminazione. Intanto, un’altra storica piazza cambierà volto. Si tratta della piazza dell’Addolorata di Ruginello. La proposta di recupero sarà presentata martedì prossimo alle 21 nella sede della Consulta di Ruginello. All’incontro, aperto a tutti, sarà presente l’assessore ai Lavori Pubblici Guido Fumagalli: «Mi auguro che la riqualificazione, con la nuova pavimentazione e le nuove panchine, possa contribuire a rilanciare la piazza e a a riscoprirla come luogo di incontro». La riqualificazione di piazza dell’Addolorata, già inserita nel bilancio previsionale 2010, va ad aggiungersi ad altri recenti interventi che hanno interessato la frazione, come l’asilo nido «Oplà» e le due piste ciclabili. Con questo intervento, si completa l’operazione-abbellimento dei principali luoghi di incontro di Vimercate e delle sue frazioni.
Attività che ha interessato la piazza San Michele a Oreno e la piazza Giordano Bruno a Velasca.
Ant.Ca.



Notizie da: http://www.lamartesana.it


VENDRAMINI ASSESSORE:UN «PROF» UNIVERSITARIO A PERSONALE E VIGILANZA


CERNUSCO SUL NAVIGLIO - «Dopo di me non poteva che esserci un professore universitario». Con questa battuta mercoledì mattina l'avvocato Paolo Della Cagnoletta ha passato ufficialmente le consegne al nuovo assessore e collega di partito Emanuele Vendramini , professore dell'Università Cattolica e della Bocconi. Si occuperà di Attività economiche, Innovazione, Organizzazione interna e Polizia locale. Della Cagnoletta, come annunciato all'indomani dell'elezione a portavoce del Pd, ha protocollato le dimissioni in data 31 agosto e ora si occuperà a tempo pieno del partito.
«Esprimo il mio sincero ringraziamento a Paolo per il lavoro svolto al servizio della città in qualità di amministratore - ha detto il sindaco Eugenio Comincini - Ci siamo posti come regola di scindere gli aspetti politici da quelli amministrativi e così abbiamo fatto, con una piccola deroga che consentisse la definizione di alcuni progetti, come il fotovoltaico e quello legato alla rete del gas, passato in Consiglio comunale il 12 luglio. D'ora in avanti la nostra collaborazione proseguirà dal punto di vista politico e sono sicuro che sarà altrettanto fruttuosa». «Sono contento e anche un po' emozionato per la fiducia che ho ottenuto dal Partito democratico e dal sindaco e sono molto orgoglioso di entrare a far parte di questa Amministrazione - ha detto il nuovo assessore - Ho accettato con entusiasmo questo incarico che per me è una novità : per lavoro giro l'Italia, e non solo, e incontro quotidianamente dirigenti pubblici (è professore di Management pubblico, ndr ), però al di fuori del mio ambito personale; oggi, invece, sono chiamato a dare un contributo diretto, in prima persona. Io sono convinto che un professore debba sì insegnare, ma anche servire la comunità . Sono qui per questo».Vendramini ha poi sottolineato la continuità con il suo predecessore: «Indirizzerò la mia attenzione - ha detto - in maniera particolare al rispetto dell'ambiente, allo sviluppo di una mobilità che riduca l'emissione di CO2 e a un sempre maggior ricorso alle energie non inquinanti, secondo le linee tracciate da Della Cagnoletta. Vorrei che Cernusco, che è un bel Comune e che mi piace molto, diventasse il punto di riferimento, un esempio dal punto di vista dell'innovazione gestionale e della soddisfazione del cittadino».A Vendramini, oltre a Personale Sicurezza e Polizia locale, è stata affidata anche una nuova delega, quella alla gestione dello sviluppo organizzativo dell'Ente, praticamente il suo pane: «Puntiamo all'eccellenza dei servizi e alla soddisfazione del cittadino - ha detto - e per ottenere questo risultato è necessario creare una sinergia, una comunità d'intenti con chi opera all'interno della struttura comunale e puntare sulla meritocrazia».«La mia presenza qui - ha puntualizzato Della Cagnoletta - vuole sottolineare una volta di più la sintonia che caratterizza questo passaggio di consegne. Dietro c'è un grande partito, che ha voluto dare un segnale importante separando in modo chiaro le cariche politiche da quelle amministrative. Sono felice di inaugurare questo nuovo stile nell'Italia dei doppi incarichi e sono particolarmente soddisfatto per la scelta di Vendramini. Per la sua competenza e per il suo profilo di grande prestigio e perchè rappresenta un chiaro segnale politico». Poi, i ringraziamenti di rito: «Ho interpretato il ruolo di assessore a modo mio - ha detto il portavoce del Pd - senza lustrini e clamore mediatico. Vorrei ringraziare tutti per il lavoro svolto e, in particolare, gli operatori delle società partecipate: grazie alla loro collaborazione, siamo riusciti a creare un clima diverso, un nuovo metodo di lavoro».



PROGETTO DECATHLON, INTERPELLANZA DI PIZZUL IN CONSIGLIO REGIONALE


BRUGHERIO - Un'opportunità per la città o la spremitura di un territorio già altamente sfruttato e che andrebbe, al contrario, salvaguardato? E' l'interrogativo, con risposta implicita, formulato dal rappresentante del Pd al Pirellone Fabio Pizzul, che ha presentato un'interpellanza in Consiglio regionale sulla decisione dell'Amministrazione brugherese di approvare il progetto Decathlon. Un via libera sancito dal Consiglio e che ha dato inizio all'iter burocratico che, se tutto filasse liscio, nel giro di un anno e mezzo potrebbe portare alla realizzazione del Parco della forma nell'area verde di via dei Mille adiacente alla Cascina Sant'Ambrogio. Un progetto, che oltre a suscitare la strenua opposizione di una componente della sinistra cittadina, ha richiamato l'attenzione anche del consigliere regionale che, nella sua interpellanza, ha formulato i tanti dubbi che accompagnano l'intervento.
«Innanzitutto i già alti livelli di sfruttamento del suolo attuali e il fatto che la Provincia di Monza e Brianza ha sostenuto l'incompatibilità della nuova destinazione d'uso - si legge nel documento - L'Arpa conferma che, mancando una previsione specifica d'intervento sull'area, non sia possibile fornire un parere ambientale definito, ma richiama come valore fondamentale il contenimento del consumo di suolo così come previsto sia dagli strumenti urbanistici provinciali che regionali e che, infine, il documento pervenuto da parte di Asl Monza Brianza segnala una mancanza di stima del possibile incremento delle emissioni atmosferiche inquinanti generate dal traffico e dalle attività in previsione».




L'AMMINISTRAZIONE RENDE NOTO CHE FINO AL 20 OTTOBRE È POSSIBILE PRESENTARE DOMANDA PER IL FONDO SOSTEGNO AFFITTO


Trezzo - L'Amministrazione rende noto che fino al 20 ottobre è possibile presentare domanda per il fondo sostegno affitto. I richiedenti devono essere residenti in città , non essere proprietari di case e non vivere in abitazioni a canone agevolato. Le domande devono essere presentate presso i Caaf, il sindacato inquilini di piazza Crivelli o presso lo sportello dei Servizi sociali di via Roma previo appuntamento telefonico allo 02.909331.



«NO AL RICATTO, TREZZO SI SCORDI I NOSTRI SOLDI»


Grezzago - Piuttosto che cedere a quella che giudica il «ricatto di Trezzo», ha stretto un accordo alternativo con Pozzo. Non lascia spazio a dubbi la replica che in questi giorni il sindaco Vittorio Mapelli ha indirizzato al collega trezzese Danilo Villa . Sul tavolo, la realizzazione della strada di accesso al nuovo polo produttivo grezzaghese che, secondo i progetti, per buona parte del suo tracciato sarebbe dovuto passare sul territorio comunale trezzese.
Villa non aveva sollevato obiezioni per concedere un pezzo del suo territorio al Comune confinante, ma voleva essere pagato, e profumatamente. Le cifre restano un mistero, ma si parla di indennizzi nell'ordine di un milione di euro, forse di più, e solo per concedere il transito dei camion diretti a Grezzago. Per Villa una contropartita indispensabile e giusta, per Mapelli, una richiesta irragionevole. Da qui la scelta dell'Amministrazione Mapelli, indignata per le richieste di Villa, a liquidare le pretese trezzesi e a trovare un accordo alternativo con i vicini di Pozzo. La ragione del disaccordo con Villa è fondamentalmente una: la realizzazione di quella strada era già stata suggellata da un accordo di programma fra i due Comuni nel 2009 (quando anche Trezzo pensava di fare un proprio polo produttivo nell'area casello). Accordo che poi Trezzo aveva sconfessato, cancellando con un colpo di spugna la propria zona industriale e lasciando Grezzago in braghe di tela: senza una strada per raggiungere le proprie industrie; senza, dunque, i soldi che sarebbero arrivati dagli oneri di urbanizzazione; con una serie di spese a bilancio improcrastinabili senza copertura «Ci siamo trovati senza soldi e l'urgenza di costruire o ampliare le scuole elementari e medie - ha commentato Mapelli - Abbiamo così dovuto fare scelte alternative, scelte anche dolorose, ma un'Amministrazione deve programmare gli interventi e non può essere in balìa delle scelte schizofreniche ed incoerenti dei vicini di casa». E la soluzione, la Giunta Mapelli, l'ha trovata: «Abbiamo avviato un progetto industriale serio con un'azienda di Torino, che creerebbe 25-30 posti di lavoro, in un'area di completamento presso l'attuale zona industriale. Anzi, grazie ad un accordo con il Comune di Pozzo, abbiamo ottenuto la viabilità di accesso al nuovo insediamento dalla Sp180, in cambio della realizzazione di una rotatoria, che migliorerà l'accesso al loro centro urbano, e una pista ciclabile fino a Cavallasco. Questa è collaborazione tra Comuni, altro che parlare di dazi, pedaggi e altre cose medievali tanto care alla Lega Nord».




CENTOMILA EURO PER IL NUOVO CIMITERO

Nuovi loculi, una chiesa per oltre 50 fedeli e l'addio ai problemi di infiltrazione

Grezzago - «La nostra unica leggerezza è stato non comunicare ai nostri concittadini cosa stavamo per fare». E' amareggiato l'assessore al Bilancio Natale Pulici commentando le polemiche scoppiate nei giorni scorsi per le condizioni in cui versano la cappellina del cimitero e la zona dei loculi. Trasformate in un magazzino d'emergenza, hanno sollevato l'indignazione di numerosi parenti dei defunti che lì riposano. «Una scelta purtroppo obbligata - ha spiegato Pulici, descrivendo il progetto - L'area adibita a magazzino verrà ora interamente riqualificata per ricavarvi una cappella da oltre 50 posti e una nuova ala per i loculi che si affacceranno direttamente sulla chiesina in un unico, grande, open space. Purtroppo non avevamo nessuno spazio disponibile in tutto il Comune per riporre quanto conservato in quei magazzini se non, appunto, la cappellina». Una scelta presa, ha precisato Pulici, non certo con leggerezza. «Abbiamo interpellato per prima cosa il parroco don Giuseppe Sala , gli abbiamo spiegato la soluzione - ha commentato Pulici - e anche lui non ha mostrato particolari riserve». Dopotutto, lo dice anche la saggezza popolare: per fare ordine, è inevitabile prima fare un po' di disordine. E la contropartita sul tavolo secondo l'assessore è sufficiente a far sopportare qualche disagio. «Basti pensare che da ormai due anni quella cappellina non veniva più utilizzata neppure nel periodo dei Morti - ha spiegato Pulici - Le infiltrazioni d'acqua erano ormai così copiose da renderla di fatto inagibile. Gli anziani, poi, non scendevano più nei loculi per paura di fare brutti incontri (la zona è scarsamente illuminata) o perchè spaventati da una scala non proprio comoda. E il nostro progetto di fatto risolverà in modo definitivo tutti questi problemi». Al primo piano, che diventerà accessibile anche attraverso una rampa per i disabili (ora assente), verranno realizzate, al più tardi in novembre, una grande cappella e saranno spostati tutti i loculi ora al piano interrato. Inoltre saranno riqualificate la zona dei servizi igienici e migliorati i sistemi di chiusura automatica del camposanto. Novità si profilano anche per il regolamento inerente la pulizia e la manutenzione delle tombe.




L'Amministrazione comunale sta aspettando il progetto definitivo della Provincia
TANGENZIALE FERMA, L'IRA DEL SINDACO
Leoni: «Non ci rispondono, presto informeremo i cittadini con un Consiglio aperto»

Gessate - «Il progetto della nuova tangenziale è bloccato, stiamo aspettando la Provincia e intanto informeremo la cittadinanza con un Consiglio comunale aperto». E' sul piede di guerra il sindaco Mario Leoni , stanco delle continue e vane attese per conoscere le intenzioni della Provincia sul progetto definitivo della variante a Nord di Gessate. Si tratta di un'opera importante che risolverebbe il problema del traffico nel centro del paese, liberando così via Badia e via Brianza, ma che sembra ancora non fattibile.
«Sono anni che ne parliamo con la Palazzo Isimbardi - ha spiegato il primo cittadino - Eravamo d'accordo che la progettazione della tangenziale, del costo di un milione e 200mila euro, doveva essere pagata dalla Provincia. Abbiamo ripreso il discorso con l'attuale Amministrazione provinciale e ci è stato detto che non c'erano i soldi e dovevano verificare i bilanci. L'importo complessivo dell'opera è di circa 6 milioni, di cui 2 a nostro carico. Ora sembrerebbe che mancano all'appello ben 2 milioni e 400 euro che dovrebbe sobbarcarsi il Comune. Noi non possiamo far fronte a una spesa di oltre 4 milioni di euro, gli accordi presi in passato erano ben diversi».Per conoscere l'evolversi della situazione, lo scorso 27 aprile il sindaco aveva scritto una lettera alla Provincia. Da allora nessuna risposta.«Da quando c'è l'attuale Amministrazione provinciale - ha detto il primo cittadino - non è possibile avere riscontri di alcun genere. Siamo ancora in attesa di sapere qualcosa da aprile, siamo senza parole per un comportamento di questo genere. Inoltre, per i bilanci comunali questo è un brutto periodo, siamo alla frutta, non possiamo farci carico noi di tutte quelle spese per dei lavori che dovrebbe pagare la Provincia. Per questo motivo, a settembre faremo un Consiglio comunale aperto, con la presenza degli organi competenti, nel quale spiegheremo alla cittadinanza come stanno le cose e la difficile situazione viabilistica che riguarda il nostro paese e che speriamo possa risolversi al più presto».



MILLE POLEMICHE

Trezzo sull'Adda - Mentre alla «Tritium» va un milione di euro, le altre società devono fare i conti con bilanci da formichine. Era stato il candidato sindaco di «Vivere», Luca Rodda , a puntare il dito contro la scelta di ristrutturare lo stadio comunali a spese dei cittadini trezzesi. «Negli ultimi mesi sono stati fatti tagli consistenti a scuola e associazioni dicendo che mancavano i soldi - aveva sottolineato - per poi generare un avanzo di amministrazione milionario che servirà per finanziare quei lavori. In definitiva, si è scelto di privilegiare l'unica squadra professionista a scapito di tutte le altre numerose realtà sportive cittadine»..




LA LEGA NORD RIACCENDE LA LUCE IN PAESE



Bussero - Sono intervenuti per ridare la luce in paese. Il segretario della Lega nord busserese Riccardo Brambilla e il consigliere comunale di Bussero domani Luigi Guzzi hanno deciso di intervenire direttamente per far aggiustare i lampioni guasti. Lunedì sera i due, a bordo di un'auto e armati di torcia, foglio e penna, hanno deciso di censire tutti i lampioni non funzionanti del paese. L'operazione, durata un'ora e mezza circa, ha permesso di annotare ben 20 lampioni guasti sparsi nelle varie zone del paese e tre vie completamente buie, probabilmente a causa di un guasto più serio. Il giorno successivo i due lumbard hanno subito comunicato le numerazioni dei lampioni guasti alla società Enel Sole, che gestisce la manutenzione, e all'Ufficio tecnico hanno segnalato quelli guasti senza numerazione, come quelli in piazza Diritti dei bambini che non sono di competenza di Enel Sole).
«L'operazione ha fatto seguito ad altre segnalazioni sparse fatte nei giorni precedenti a livello personale - ha precisato Brambilla - Ricordiamo che tutti i cittadini, anche nei paesi limitrofi, possono chiamare gratuitamente il numero verde 800901050 oppure comunicare i guasti all'indirizzo di posta elettronica sole.segnalazioni@enel.it. Dobbiamo dare atto della grande correttezza della società Enel Sole che già mercoledì sera aveva provveduto a riparare i lampioni guasti: un intervento tempestivo ed efficace».Durante il loro giro serale i due esponenti leghisti hanno anche rilevato altre problematiche di Bussero, come la presenza di due cancelli spalancati della recinzione del magazzino comunale e una grossa e pericolosa buca nell'asfalto in via Primo Maggio. Entrambe queste situazioni sono state segnalate all'ufficio tecnico comunale.«Anche nel mese di agosto la Lega nord non va in vacanza e si mette al servizio dei busseresi - hanno commentato i due con orgoglio - Questa azione è la dimostrazione di come basta veramente poco, da parte di un'Amministrazione comunale che voglia il benessere dei propri concittadini, per avere un efficace controllo del territorio; in questo caso, poi, l'argomento è delicato dato che riguarda anche la sicurezza personale e stradale. Non ci sembra che l'attuale maggioranza sia di buon esempio in questo senso: basta ricordare il piccolo episodio del semaforo rotto in via Roma che è rimasto a terra in quelle condizioni per oltre una settimana prima che qualcuno provvedesse allo sgombero dei detriti. Anche per questi motivi la Lega nord busserese continuerà sicuramente anche nei prossimi mesi la sua azione di controllo del territorio a beneficio dei propri concittadini». Queste le situazioni segnalate alla Enel Sole: i lampioni guasti si trovavano in via Monza, nel parco pubblico in direzione di via Pascoli, in via Marconi, nel parco pubblico di via Bossi, in via Neruda, nel parcheggio della metropolitana di piazza De Gasperi, in viale Europa, e nelle vie Torino, Bergamo, Togliatti, Nenni, Genova, Milano, Generale Dalla Chiesa e Di Vittorio. Inoltre, tutti i lampioni nelle vie Uberto da Bussero e Piave erano spenti già da due giorni così come quelli sulla pista ciclabile tra viale Europa e via Milano.




ATOS TRASFORMA I CIMITERI IN DUE PICCOLE CENTRALI ELETTRICHE

Trezzo - Atos scommette sui pannelli solari e trasforma i due cimiteri in due piccole centrali elettriche. Sono due gli interventi che in queste settimane hanno radicalmente rivoluzionati i campisanti di Trezzo e Concesa: da un lato la sostituzione delle vecchie lampadine votive con oltre 4.500 lampadine a led che garantiscono, su una bolletta di circa 20mila euro, un risparmio netto di 10mila euro l'anno. «Fino ad ora - ha spiegato il consigliere Fabrizio Sala - sono già stati risparmiati oltre 2mila euro, subito reinvestiti per finanziare lo studio di fattibilità per la messa in opera del nuovo impianto fotovoltaico nel cimitero trezzese». Intervento che consentirà di produrre energia elettrica direttamente dal sole e di risparmiare così notevolmente sulle bollette Enel. L'impianto, con un costo di 47mila euro e composto da 44 moduli in silicio monocristallino con spessore di 30 millimetri, avrà una potenza complessiva di 7mila kilowatt: sufficiente per illuminare l'intero camposante trezzese e per generare un surplus da rivendere all'ente energia. Le fotocellule, che saranno posizionate entro la fine di settembre sul tetto della camera mortuaria di proprietà comunale garantiranno un utile netto di almeno 5mila euro l'anno, già a partire dal 2011. «Il progetto, sviluppato dal personale dell'ufficio tecnico di Atos senza alcuna consulenza esterna - ha concluso Sala - è l'esempio di come Atos possa divenire uno strumento utile per migliorare la qualità dei servizi comunali, capace anche di far risparmiare i cittadini»..






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